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Ott15

comunicati stampa

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

COMUNICATO STAMPA

 

In data odierna, presso la sede dell’A.N.M. in Roma, si è tenuto un incontro a cui hanno partecipato il Presidente dott. Piercamillo Davigo, il Segretario nazionale dott. Francesco Minisci, i componenti della giunta esecutiva nazionale, le Organizzazioni Sindacali sottoscrittrici del presente comunicato, il C.L.G., l’A.D.G.I. ed una rappresentanza dei lavoratori giudiziari in protesta spontanea autogestita al fine di valutare le possibili iniziative per affrontare il problema della cronica carenza di organico negli uffici giudiziari anche in rapporto alla mancata progressione del personale in servizio.

Le OO.SS. non presenti, ancorché ritualmente invitate, hanno deciso di non partecipare ed hanno inoltrato all’A.N.M.  una nota nella quale illustravano le ragioni della loro assenza.

I presenti non comprendono tali motivazioni, soprattutto in riferimento a quanto indicato nell’articolo pubblicato stamane sul giornale “IL DUBBIO”, ritenendo che l’interlocuzione con i rappresentanti del personale di magistratura sia comunque importante per il perseguimento degli obbiettivi da anni auspicati dal personale giudiziario.

Nel corso dell’incontro tutti gli intervenuti hanno avuto la possibilità di esporre dettagliatamente le problematiche inerenti il personale giudiziario sottolineando la necessità immediata di risolvere il problema della mancata progressione in carriera dei giudiziari.

Gli esponenti dell’A.N.M. hanno condiviso le istanze formulate dai lavoratori e si sono resi disponibili, nel corso dell’incontro fissato per il 24 ottobre con il Ministro Orlando ed il Presidente Renzi, a farsi portavoce della richiesta di un immediato intervento legislativo finalizzato all’attuazione delle legittime aspettative, sia in termini di carriera che di dignità, per tutto il personale giudiziario.

     Roma, 14 ottobre 2016

 

-    Pina Todisco e Giovanni Martullo                per USB          

-    Piero Piazza                                                   per F.L.P. 

-    Giuliana Andreozzi e Mariella Lodato          per FEDERAZIONE INTESA F.P.   

-   Clelia delle Curti                                            per il C.L.G.   

-    Cinzia Pietrucci                                             per A.D.G.I.

-    Laura Diaferio                        in rappresentanza dei lavoratori giudiziari protesta autogestita

-    Oscar Patscot             per USB nonché quale partecipante alla protesta autogestita.

 

Giustizia: Anm, condizioni lavoro personale priorita' assoluta
Giustizia: Anm, condizioni lavoro personale priorita' assoluta =
(AGI) - Roma, 14 ott. - Le condizioni di lavoro del personale
amministrativo rappresentano una "priorita' assoluta" per i
magistrati: per questo l'Anm garantisce "il piu' totale
appoggio" alle istanze avanzate dai rappresentanti del
personale di cui si fara' "portatrice presso gli organi
istituzionali, fin dai prossimi incontri", come quello con il
presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Guardasigilli Andrea
Orlando fissato per il 24 ottobre.
La Giunta dell'Associazione nazionale magistrati ha
incontrato oggi una rappresentanza del personale
amministrativo. Nel corso della riunione, svolta in un clima di
"grande collaborazione", fa sapere il sindacato delle toghe,
sono state affrontate tutte le criticita' e le problematiche
degli uffici giudiziari. La rappresentanza del personale
amministrativo, esprimendo apprezzamento per la convocazione da
parte dell'Anm, ha evidenziato, tra l'altro, la necessita' che
"si proceda con urgenza alla riqualificazione del personale",
attraverso adeguate forme di progressione economica e
giuridica. (AGI)

Ott14

RESOCONTO RIUNIONE CON ANM DEL 14.10.16

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

in calce il documento consegnato all'ANM

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

 Atto costitutivo reg.to  Cassino n.3074 - serie 3 del 18/11/13 

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org –

Facebook: Comitato Lavoratori Giustizia Twitter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS

 

In data odierna questo Comitato ha partecipato all’incontro con l’Associazione Nazionale Magistrati presso il Palazzo della Cassazione in Roma. Preliminarmente il Presidente Davigo ha dato atto dell’assenza dei rappresentanti CGIL CISL e UIL, che con una nota della quale è stata data lettura hanno comunicato di ritenersi gli unici legittimati a rappresentare ufficialmente i lavoratori della Giustizia in forza della maggioranza di tessere e consensi. Assenti anche i rappresentanti UNSA, che in un articolo di stampa segnalano di declinare l’invito paventando strumentalizzazioni da parte della magistratura. Al riguardo, il Presidente ha fatto presente che sono solidali alle nostre proteste perché il grado di soddisfazione, la motivazione, il benessere degli ausiliari della magistratura si riverbera inevitabilmente sul lavoro dei magistrati. Ha aggiunto, inoltre, che sono sufficientemente uniti e determinati da non aver bisogno di coinvolgerci nelle proteste per fini utilitaristici ma anzi di essere in grado di farsi portavoce delle nostre istanze. Il direttivo di questo Comitato, intervenendo sul punto, ha sottolineato l’acquiescenza prestata per anni dalla magistratura non solo nei confronti delle scellerate manovre di mobilità, attraverso le quali negli uffici giudiziari sono avvenuti paradossali innesti che contribuiscono a far apparire all’esterno che il lavoro qualificato che svolgiamo non richieda competenze specifiche, ma anche avallando i tirocini formativi e forme di precariato inammissibili, nonostante le nostre reiterate proteste. Tale erronea valutazione è smentita dalla circostanze che negli uffici le unità transitate con la mobilità non sono state ritenute idonee dai Capi e dai Dirigenti ad affiancare Pubblici Ministeri e Giudici e collocate in uffici diversi da quelli gravati dagli intollerabili arretrati che preoccupano la magistratura e i vertici ministeriali. E’ stato evidenziato che, in questo modo, ai lavoratori giudiziari è stato inferto un ulteriore colpo alla dignità professionale, dopo anni di assenza di gratificazioni come di meccanismi premiali o di incentivazione. La richiesta, determinata e diretta, è stata di cominciare i magistrati a riconoscerci parte del sistema Giustizia facendo proprie le nostre rivendicazioni, così riassunte: si proceda, in fretta (prima che altri transiti con mobilità occupino tutti i posti), ad avviare con legge la progressione di carriera di tutti i dipendenti giudiziari. La richiesta è quella che il Comitato Lavoratori Giustizia formula da circa 4 anni: in questa sede è stato chiesto alla magistratura di farla propria, in considerazione del ruolo dei giudiziari di integrare la funzione giurisdizionale e dunque dell’indispensabilità e specificità del nostro ruolo nel sistema Giustizia. L’ANM ha assicurato che ci affiancherà nella battaglia per la riqualificazione fino alla fine, eventualmente elaborando strategie comuni e iniziative congiunte. In allegato, il documento depositato al Presidente al termine dei lavori con esplicite doglianze e richieste determinate.

 

 

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

 

 Atto costitutivo reg.to  Cassino n.3074 - serie 3 del 18/11/13 

 

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Facebook: Comitato Lavoratori Giustizia Twitter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS

 

 

Al Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati

 

Dott. Piercamillo Davigo

 

In occasione della precedente convocazione in data 1° ottobre, nel corso della quale tutti i Capi degli Uffici giudiziari hanno denunciato, ancora, l’“imponente scopertura di organico del personale amministrativo (rectius, giudiziario, n.d.r.) e l’intollerabile carenza di risorse”, in rappresentanza dei  dipendenti giudiziari aderenti a questo Comitato abbiamo fatto pervenire le nostre osservazioni.

 

Abbiamo rappresentato, innanzitutto, che la grave carenza di organico del personale giudiziario (mancano circa 9.000 unità) non è una calamità improvvisa, bensì il risultato di scelte politiche che hanno finito per gravare sugli stessi lavoratori i quali, in numero sempre più ridotto, hanno fatto fronte con responsabilità a carichi di lavoro sempre crescenti, SOSTENENDO RIFORME A COSTO ZERO senza alcun riconoscimento delle competenze e abilità acquisite;

 

abbiamo posto l’accento sulle scandalose manovre di mobilità esterna, con le quali sono state già immesse negli uffici giudiziari circa 700 unità assolutamente sprovviste delle competenze tecnico – giuridiche indispensabili per assolvere al delicato compito di integrare la funzione giurisdizionale, senza adeguata formazione: torniamo a ripetere che, a nostro avviso,  colmare le lacune in organico,  non equivale semplicemente a “far quadrare i numeri”: i lavoratori giudiziari non sono “numeri”, ma espressione di autentica e riconosciuta professionalità in considerazione del fondamentale ruolo di ausiliari della Magistratura.

 

Di recente, ha fatto scalpore l’innesto di unità provenienti dalla Croce Rossa Italiana, inquadrate come cancellieri, funzionari, direttori che, nelle intenzioni del Ministero, avrebbero dovuto dovrebbero smaltire gli intollerabili arretrati nel settore penale. In concreto, i Capi e di Dirigenti di molti Uffici, ritenendo questo personale inadeguato ad assistere i magistrati, l’hanno collocato in uffici diversi da quelli gravati da ritardi e arretrati, continuando ad avvalersi, in quegli uffici, di personale esperto. Dunque, oltre al paradosso che vive quotidianamente il personale giudiziario, reclutato per l’affiancamento dei nuovi arrivati, con la beffa di conservare una qualifica inferiore rispetto ai dipendenti da “istruire” pur avendo acquisito nel tempo una professionalità incontestabile, registriamo il fallimento totale di questa mobilità obbligatoria – dopo analogo fallimento di quella volontaria – in quanto strumento totalmente inappropriato a risolvere l’emergenza di cui parliamo oggi. Sottolineiamo anche il disagio manifestato dai lavoratori in mobilità, catapultati in una realtà lavorativa non omogenea a quella di provenienza, senza adeguata formazione.

 

Ci chiediamo come sia possibile che i vertici ministeriali, che coordinavano fino a poco fa gli Uffici giudiziari e che pertanto ben conoscono la specificità di funzioni dei dipendenti giudiziari e la professionalità richiesta, abbiano potuto individuare la soluzione alle carenze in questa mobilità selvaggia che invece arreca ulteriori ritardi al servizio Giustizia e svilisce, ancora, la funzione degli ausiliari della magistratura.

 

Negli Uffici giudiziari è esploso il conflitto che questo Comitato aveva più volte preannunciato: il personale di ruolo, in attesa della cd. riqualificazione da oltre 20 anni, si è visto scavalcare da personale che non solo non ha alcuna esperienza e titoli coerenti con il ruolo attribuito ma beneficia di una retribuzione, a parità di qualifica, maggiorata del 40%.

 

Per prevenire questi scontri avevamo chiesto al Ministro, con forza, la progressione di carriera di tutti i dipendenti giudiziari prima di ogni altro intervento sugli organici: la formazione permanente e la riqualificazione del personale di ruolo avrebbero consentito a questo personale di coordinare, con l’esperienza, le altre figure professionali subentranti. Il Ministro si era assunto l’impegno di far procedere almeno parallelamente mobilità e riqualificazione: ad oggi, invece, mentre subiamo gli effetti della mobilità, sono circa 36.000 i dipendenti giudiziari in attesa di valorizzazione che non hanno alcuna certezza al riguardo.

 

Per questo, chiediamo a codesta Associazione di intervenire nel dibattito sulla carenza d’organico sostenendo la PRIORITA’ della progressione di carriera di tutto il personale di ruolo, dagli ausiliari ai direttori, a fronte di un recente bando di selezione (che non soddisfa le aspettative dei giudiziari) per la ricollocazione in area direttiva di un’esigua parte di cancellieri e ufficiali giudiziari – in ossequio a quanto disposto dal Giudice del Lavoro – che viene scorrettamente propagandata come riqualificazione - così apparendo discriminatoria per gli altri profili professionali - e che ha inspiegabilmente escluso i profili tecnici – contabili, assistenti informatici e linguistici – dei quali il Ministro pare essersi dimenticato.

 

Auspichiamo che l’interlocuzione avviata finalmente, oggi, con tutte le componenti del settore giustizia “al fine di elaborare una piattaforma comune di rivendicazioni da sottoporre al Ministro della Giustizia” sia rivolta anche, nel comune interesse, ad ottenere risposte adeguate in ordine alla formazione e riqualificazione del personale nonché in ordine a nuove assunzioni nel rispetto delle norme e della Costituzione.

 

A proposito delle nuove assunzioni, ci preme evidenziare che ci aspettiamo che codesta Associazione intervenga affinché l’Amministrazione, col “pretesto” dell’allarme per gli inammissibili ritardi, non assuma ulteriori provvedimenti d’urgenza in spregio delle norme costituzionali, com’è avvenuto per i tirocini formativi, nonostante le nostre reiterate proteste. Osserviamo che, ad esempio, un concorso riservato a categorie che sembrano godere di particolare attenzione da parte della politica come i tirocinanti della giustizia (già work experience) o che assegni ad essi irrazionali punteggi di precedenza o preferenza, determinerebbe un vulnus a tutti i giovani disoccupati e inoccupati che hanno diritto di aspirare ad accedere agli uffici pubblici superando un regolare concorso aperto a tutti i cittadini, a parità di condizioni, in possesso dei requisiti di legge : diritto dei quali chiediamo a tutti i presenti di sentirsi garanti.

 

Chiediamo, pertanto, che codesta Associazione, a tutela della dignità professionale dei dipendenti che affiancano da oltre 20 anni i magistrati, e per il recupero della massima efficienza del servizio Giustizia, rivolga il suo impegno, perché venga posto rimedio allo scempio della mobilità, ristabilendo ordine, ruoli e priorità negli Uffici, e che, nel contempo, vengano considerate come prioritarie per il buon andamento dell’Amministrazione giudiziaria la formazione permanente e la valorizzazione di tutti i dipendenti giudiziari di ruolo.

 

Chiediamo che codesta Associazione si faccia portavoce delle legittime istanze del personale giudiziario che esige un immediato intervento legislativo che preveda la progressione economica e giuridica di tutti i profili; in subordine:

 

  • la completa e immediata attuazione di quanto disposto dall’ art 21 quater sopra richiamato con programmazione di tempi certi per il completamento dei passaggi di tutti gli aventi diritto in area III, con estensione della previsione e delle relative procedure anche ai profili tecnici - anch’essi ex b3 ma inspiegabilmente esclusi ;
  • il reperimento di risorse per attuare in tempi certi un programma per la progressione di carriera all'interno delle aree e per il passaggio di tutti gli ausiliari dalla I alla II area.

 

 

 

Comitato Lavoratori Giustizia

 

Il direttivo

 

dott.ssa Clelia Delle Curti                 dott.ssa Annarita Stati

 

 

Ott09

RIUNIONE ANM 14.10.2016

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

A TUTTI I COLLEGHI.

Vi informiamo che l'Associazione Nazionale Magistrati ha invitato questo Comitato - oltre ad ADGI e alle rappresentanze sindacali formali- a partecipare a un incontro il prossimo 14 ottobre avente ad oggetto possibili soluzioni al problema della carenza di organico negli uffici giudiziari. "RIQUALIFICAZIONE DI TUTTI I DIPENDENTI GIUDIZIARI PRIMA DI OGNI ALTRO INTERVENTO SUGLI ORGANICI " E "NUOVE ASSUNZIONI NEL RISPETTO DELLE NORME E DELLA COSTITUZIONE" sono DA SEMPRE le richieste di questa LIBERA ASSOCIAZIONE (si vedano blog e pagina fb). INVITIAMO TUTTI I COLLEGHI a far pervenire, con riguardo all oggetto dell incontro del 14 ottobre, le proprie osservazioni e proposte ESCLUSIVAMENTE all' indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. perché vengano doverosamente rappresentate in quella sede. Grazie. COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

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