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Nov28

RICORSO CONTRO BANDO CONCORSO 800 POSTI DI ASSISTENTE GIUDIZIARIO

priorità ai tirocinanti, nulla per la professionalità dei dipendenti di ruolo.

CHIUNQUE ABBIA INTERESSE AD ADERIRE AL RICORSO PUO' SCRIVERE  ALLA SEGUENTE MAIL : Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e vi invieremo le informazioni necessarie. 

RELAZIONE dell'avvocato che seguirà il ricorso: 

Con il ricorso al TAR Lazio verrà impugnato il Decreto 18 novembre 2016 – Concorso pubblico a n. 800 posti a tempo indeterminato per il profilo professionale di Assistente giudiziario, area funzionale II, fascia economica F2, nei ruoli del personale del Ministero della giustizia, pubblicato in G.U. del 22 novembre 2016 – 4° serie speciale n. 92.

Come avrete visto, il bando non prevede la riserva dei posti al personale già in servizio presso il nostro Ministero, inibendo così a coloro che hanno un profilo economico-giuridico ex livello 2°, 3°, 4° o 5° (ausiliario giudiziario, operatore giudiziario, operatore amministrativo) la possibilità ed il diritto di partecipare ed ottenere, magari, un passaggio verticale.

Il ricorso verterà sul riconoscimento di un punteggio di preferenza anche ai dipendenti di ruolo al fine di riconoscere la loro professionalità acquisita.

la scadenza del ricorso è quella di 60 giorni dalla pubblicazione del bando su G.U. e quindi 21.01.2017, ma le Vostre adesioni al ricorso medesimo dovranno pervenire al nostro Avvocato entro il 5 gennaio 2017.

Si chiede di fare domanda di partecipazione al concorso e laddove la procedura di compilazione on line Vi fosse inibita, si chiede di inviare la domanda di partecipazione al concorso cartacea a mezzo racc. A/R all’indirizzo Ministero della giustizia – Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria del Personale e dei Servizi – Direzione generale del Personale e della Formazione – Ufficio III Concorsi e Assunzioni – via Arenula n. 70, 00186 Roma entro e non oltre il 22 dicembre 2016.

Il costo del ricorso è di euro 50,00 pro capite, comprensivo delle spese e dell’eventuale appello al Consiglio di Stato.

 

 

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