Lorem Ipsum

Lorem ipsum dolor sit amet

Comitato Lavoratori della Giustizia

Set26

Sulla mobilità obbligatoria e sulle manifestazioni spontanee

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Atto costitutivo reg.to al Tribunale di Cassino n. 3074 - serie 3 del 18/11/13

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org

Facebook,: Comitato Lavoratori Giustizia

Twetter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS

 

I recenti accadimenti impongono a questo Comitato di fornire alcuni chiarimenti allo scopo di evitare spiacevoli equivoci.

Il 1° settembre 2016, come sappiamo, hanno fatto ingresso negli uffici giudiziari dipendenti provenienti da altri Enti, in prevalenza dalla Croce Rossa Italiana. Questi ingressi, sia per la disomogeneità di funzioni che per la disparità economica evidente, hanno destato scalpore negli uffici giudiziari. Questo Comitato, recependo l’indignazione dei dipendenti giudiziari, ha comunicato alla stampa nazionale il danno e la beffa subiti dai lavoratori nonché i possibili negativi effetti di tali innesti sul servizio Giustizia. La stampa ha dato risalto in molte regioni alla scandalosa operazione, riassunta dallo slogan “da barellieri a cancellieri” (cfr rassegna stampa sulla pagina FB).

Poco dopo, sono state indette le procedure selettive interne per il passaggio al profilo professionale di funzionario giudiziario e funzionario UNEP in attuazione dell’art. 21 quater della legge 132/2015, che ha previsto la copertura di soli 1148 posti + 622  a fronte di 7000 aspiranti. Rinviamo ad altra sede ogni questione sulle procedure e sui requisiti di partecipazione, i cui termini e modalità sono indicati nel bando pubblicato il 19 settembre e relativi allegati.

In questa sede preme evidenziare quanto segue:

la mobilità obbligatoria non è una sopravvenienza improvvisa; segue la mobilità volontaria, il bando delle 1031 unità  emanato a gennaio 2015 , con il quale si preannunciavano già gli odierni conflitti e i danni irreparabili per i dipendenti giudiziari che avrebbero visto occupare le posizioni professionali alle quali da decenni legittimamente aspiravano. L’unico modo per opporsi efficacemente e seriamente alla mobilità era ricorrere in giudizio per cercare di preservare i nostri posti e le nostre sedi di servizio. Questo Comitato si è pertanto fatto promotore di 2 ricorsi al TAR (1 avverso il bando di mobilità l’altro avverso la graduatoria definitiva), ai quali hanno aderito circa 40 coraggiosi colleghi, che si sono fatti carico di difendere la professionalità e le posizioni di tutti i giudiziari. L’Amministrazione si è difesa trascinando i ricorrenti in Cassazione, ove il relativo giudizio è tuttora pendente. Allo stesso tempo, nessuna organizzazione sindacale si è fatta promotrice di analoghi ricorsi perché venissero fatti salvi i diritti dei dipendenti giudiziari. Tutt’al più, sono apparsi comunicati sindacali a tutela delle posizioni dei lavoratori in mobilità.

Riguardo, invece, i bandi recentemente emanati in attuazione della norma di cui all’art 21 quater L. 132/15 , corre l’obbligo di evidenziare che l’esiguo numero di posti messi a concorso è noto alle organizzazioni sindacali (che tardivamente si “scaldano” solo oggi) dal 19 novembre 2015: in quella data, nel corso di una riunione tecnica - alla quale il direttivo di questo comitato prese parte come mero uditore senza diritto di intervento – fu candidamente annunciato dal ministro che la riqualificazione sarebbe stata avviata “per 1500 dipendenti giudiziari”, parallelamente alla mobilità e all’immissione di altrettanti tirocinanti nella (fantomatica, ndr) struttura del processo. Nessuna organizzazione si oppose a quella sconcertante prospettazione, nè in quella sede né dopo. Neanche i colleghi tutti, tempestivamente informati, raccolsero l’invito a protestare per ottenere giustizia. Sul punto, si rinvia alla lettura di tutti i comunicati nei quali, dal novembre 2014, si invitava il popolo dei giudiziari ad insorgere per ottenere la riqualificazione di tutti i dipendenti giudiziari prima di ogni altro intervento sugli organici.

Con rammarico bisogna ammettere che nessuna organizzazione sindacale ha voluto sostenere la priorità della riqualificazione – promuovendo, invece, istanze con essa inconciliabili come la stabilizzazione dei tirocinanti e la mobilità – e che ad, oggi, il tentativo di ottenere quella priorità, come quello dell’aggregazione e del risveglio consapevole e tempestivo dei giudiziari, è miseramente fallito.

Tanto premesso, occorre precisare, ancora una volta, che le recenti manifestazioni di protesta, che hanno trovato spazio anche nella pagina facebook di questo Comitato, non sono né promosse né organizzate da questa libera associazione, fatto salvo il diritto di aderenti e referenti di parteciparvi in proprio ogni volta che se ne condividano le aperte finalità.

Per quanto riguarda la posizione formale di questa associazione rispetto a questi spontanei e aggreganti focolai di protesta, è semplicemente di vivo apprezzamento per il rifiuto di accettare la realtà dei fatti e rassegnarsi alla nostra condizione di “ultimi tra gli ultimi” della Pubblica Amministrazione. Si tratta di proteste autogestite che respingono il marchio delle sigle sindacali come l’appoggio delle associazioni spontanee come questa: rispettiamo profondamente, e condividiamo, questa scelta di piena autonomia.

Parallelamente questo Comitato continuerà nel solco, coerente e determinato, tracciato dalle attività e iniziative fin qui svolte dal 3 novembre 2014 (tutte documentate sul blog e sulla pagina facebook  per difendere la dignità professionale dei dipendenti giudiziari tutti.

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Set04

RICHIESTA DEL 01. SETTEMBRE 2016

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

tavoli tecnici del 06 e 07 SETTEMBRE 2016

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Atto costitutivo reg.to al Tribunale di Cassino n. 3074 - serie 3 del 18/11/13

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org

Facebook,: Comitato Lavoratori Giustizia

Twetter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS)

 

- Al sig. Ministro Orlando
- Al Capo di Gabinetto
- Al Capo del DOG
- Al Direttore del Personale e dei Servizi
- Al Sottosegretario con delega al Personale

e pc. Alle Organizzazioni sindacali 

 

Questo Comitato, spontaneo e completamente indipendente, in rappresentanza dei dipendenti giudiziari aderenti, ad integrazione delle osservazioni già inoltrate il 10.07.16, si fa portavoce delle istanze che seguono, pervenute da numerosi colleghi in servizio in vari distretti del territorio nazionale interessati all’imminente bando di cui all’art. 21 quater della Legge 6 agosto 2015 n.132:

A) NUMERO DEI POSTI

Riguardo al numero dei posti messi a concorso (1704 posti in totale per funzionario giudiziario e funzionario UNEP) tenuto conto che la norma da eseguire prevede debba essere pari al numero di accessi avvenuti dall’esterno a partire dal 1998 [1] EVIDENZIAMO CON FORZA  che non corrisponde assolutamente al numero dei funzionari realmente transitati nel DOG dal 1998  ad oggi.

In particolare, questo  Comitato  sulla base di documentazione in possesso ha rilevato che:

  • dall’anno 1998 ad oggi sono circa 7000 i dipendenti acquisiti nel DOG - con uno stillicidio silenzioso attraverso il passaggio dei dipendenti delle basi ex Nato dismesse, degli idonei altri concorsi in particolare concorso UNEP ( più di 1000 unità)  , nonché assunzioni LSU senza concorso, mobilità da province, polizia di Stato, esercito, DAP, cessioni di contratto da altri ministeri, enti pubblici e società partecipate ;
  • dei 7000 transitati circa 1850 sono gli attuali funzionari giudiziari, e questo dato andrebbe correttamente sommato al recente ingresso dei 739 con mobilità extracompartimentale e idonei di altri concorsi ( circa 300 unità ) e pertanto il 50% riservato alla mobilità esterna di vario genere è stato già ampiamente superato pertanto i posti da mettere a concorso per le selezioni interne dovrebbero essere almeno la totalità di quelli in organico  nel rispetto di quel 50% indicato dalla norma di cui all’art 21 quater legge 132/15.
  • A questi vanno correttamente aggiunte le unità che a seguito di mobilità obbligatoria in questi giorni stanno prendendo servizio presso le varie sedi

B) FORMAZIONE IN AULA

Vorrete dare indicazioni perché gli Uffici Giudiziari mettano a disposizione un’aula dedicata ALLA FORMAZIONE E-LEARNING da utilizzare durante l’orario di servizio, EVENTUALMENTE SECONDO TURNAZIONI COMPATIBILI CON LE ESIGENZE DEGLI Uffici, rappresentando che tale formazione non può utilmente svolgersi dalla postazione lavorativa di ciascun dipendente, come inizialmente ipotizzato dall’Amministrazione, per evidente inconciliabilità dell’apprendimento online e del contemporaneo svolgimento delle mansioni di cancelliere e ufficiale giudiziario in uffici oltretutto aperti al pubblico. Vorrete inoltre prevedere la possibilità di collegarsi alla piattaforma al di fuori dell’Ufficio per il personale legittimamente assente (a qualsiasi titolo) nel periodo indicato per la formazione.

C) FONDI E TERMINI

I fondi stanziati ESCLUSIVAMENTE per l’esecuzione della norma di cui sopra ad oggi sono  più che sufficienti per la ricollocazione in area III di tutti i cancellieri e ufficiali giudiziari, evidenziamo pertanto che non potranno essere arbitrariamente distratti dall’ unica finalità di consentire la ricollocazione di tutti gli aventi diritto; vogliate prevedere e rendere  noto il termine entro il quale TUTTI I CANCELLIERI E GLI UFFICIALI GIUDIZIARI IN SERVIZIO ALLA DATA DEL 14.11.2009 verranno ricollocati in area III.

D) “RIDETERMINAZIONE PROFILI PROFESSIONALI”

Vogliate dare corso alla realizzazione  della progressione/riqualificazione di tutti i  profili professionali compresi i Contabili, gli Informatici e gli Assistenti linguistici (tutti ex B3) ma ad oggi inspiegabilmente esclusi dalla previsione normativa di cui all’art. 21 quater della  Legge 132/15.

Alle Organizzazioni sindacali la presente è diretta con richiesta di vigilare affinché agli imminenti tavoli tecnici l’Amministrazione recepisca le osservazioni di cui sopra e vengano soddisfatte, finalmente, le legittime aspettative di carriera dei lavoratori giudiziari.

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

 

[1] Art. 21 quater co. 2 d.l. 83/15 conv. In l. 132/2015)

Giu22

RINVIO SIT IN AL 01.LUGLIO 2016

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

ATTENZIONE

L'Amministrazione ha rinviato la riunione con le OOSS al 1° Luglio alle 11.30 

di conseguenza  anche 

il

SIT IN DAVANTI AL MINISTERO E' RINVIATO AL 01.LUGLIO 2016 alle ore 11.00

 

Set19

PUBBLICATO BANDO AI SENSI DELLA LEGGE 132/15 ART. 21 QUATER

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

di seguito il link

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_2_9_9_15.page

Lug21

Risposta alla Anm

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA - osservazioni

lunedì 18 luglio 2016 - 11:43

Da:

<Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>

A:

<Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>

No Spam - Spam

Date:

Mon, 18 Jul 2016 11:43:39 +0200

Message-Id:

<OAI8CR$Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.>

Subject:

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA - osservazioni

MIME-Version:

1.0

X-Sensitivity:

3

Content-Type:

multipart/mixed; boundary=&_=__=_XaM3_.1468835019.2A.409682.42.6847.52.42.007.305246215&

From:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

To:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Disposition-Notification-To:

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

X-XaM3-API-Version:

V3(R2)

X-notifreq:

123

X-SenderIP:

89.119.251.40


In allegato vi inviamo il documento di data odierna con le nostre osservazioni alla Vostra dichiarazione di agitazione deliberata negli scorsi giorni. .
Tali osservazioni sono state oggetto già del documento del 20.06.16 di questo stesso Comitato , pubblicato dalla Stampa nei giorni successivi
Vi preghiamo di darne attenta lettura.

Comitato Lavoratori Giustizia.

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Atto costitutivo reg.to al Tribunale di Cassino n. 3074 - serie 3 del 18/11/13

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org –

Facebook, Google+ e Canale YouTube: Comitato Lavoratori Giustizia

Twetter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS)

18 luglio 2016,

Questo Comitato, libera associazione di dipendenti giudiziari, facendo seguito al recente intervento sulla carenza di organico negli uffici giudiziari -che si allega -e preso atto della deliberazione del direttivo di codesta Associazione ovvero &affidare in tempi rapidi una interlocuzione con tutte le componenti del settore giustizia&per elaborare &una piattaforma comune di rivendicazioni da sottoporre al ministro della Giustizia&, si pregia segnalare, in rappresentanza dei lavoratori giudiziari aderenti, i disagi e le richieste di chi attende da oltre 20 anni la valorizzazione delle competenze e abilità acquisite.

Osserviamo, in premessa, che codesta Associazione ha da tempo denunciato &la grave crisi di efficienza e funzionalità del sistema giudiziario italiano, che si traduce in crisi di credibilità della Giustizia& chiedendo al governo e al legislatore, tra l'altro,  &interventi sugli organici, sulla riqualificazione  e sulla formazione del personale amministrativo, ormai ridotto a livelli inferiori a quelli di minima funzionalità e gravato da crescenti responsabilità &(sul punto, cfr. Delibera assemblea generale ANM 9.11.2014), esprimendo la magistratura formale solidarietà nei confronti delle nostre legittime aspettative di carriera.

Corre l'obbligo di precisare che, al riguardo, ad oggi nulla è mutato fatta eccezione per l'emanazione della norma di cui all'articolo art 21 quater L.132/15 - a tutt'oggi inseguita! - che tuttavia prevede  soltanto la ricollocazione in area 3 di  1700 circa tra cancellieri ed ufficiali giudiziari (su 7000), lasciando i rimanenti nell’incertezza più assoluta; per i profili diversi dal Cancelliere e Ufficiale Giudiziario  (i dipendenti del DOG sono circa 35.000)  non è allo stato programmata alcuna valorizzazione.  

Si formula integrale rinvio al documento allegato, in ordine al nostro timore che i paventati  'interventi straordinari 'per colmare le lacune in organico sacrifichino per l'ennesima volta le nostre aspettative e chiediamo che si impedisca che la carenza di personale negli uffici giudiziari - intollerabile ma tutt'altro che improvvisa - spiani la strada ad interventi urgenti contra legem -com'è avvenuto e tuttora avviene per i tirocini formativi- che si tradurrebbero nella definitiva negazione delle nostre prospettive di carriera.
Ossequi

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Allegato:

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Atto costitutivo reg.to  Cassino n.3074 - serie 3 del 18/11/13 

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org –

Facebook: Comitato Lavoratori Giustizia Twitter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS

Abbiamo letto in questi giorni l’intervento del CSM che, individuando nella carenza di organico la priorità da affrontare per il buon funzionamento della Giustizia, chiede al Ministro nuovi concorsi per il reclutamento di personale qualificato; in particolare, evidenzia che il personale non qualificato produce in alcuni uffici giudiziari “mostri, come le false pendenze” addebitate ad un organico insufficiente ed a personale  “che non è in grado di inserire correttamente gli esiti definitivi dei processi”.

Al riguardo, a tutela dei dipendenti giudiziari di ruolo che, come noto al CSM e ai Capi degli Uffici, sostengono da oltre 20 anni riforme a costo zero, in assenza di formazione come di meccanismi di incentivazione, è doveroso rappresentare quanto segue:

innanzitutto, la grave carenza di organico del personale giudiziario (mancano circa 9.000 unità) non è una calamità improvvisa, bensì il risultato di scelte politiche che hanno finito per gravare soprattutto sugli stessi lavoratori i quali, in numero sempre più ridotto, hanno fatto fronte con responsabilità a carichi di lavoro sempre crescenti, adeguandosi alle innovazioni senza alcun riconoscimento delle competenze e abilità acquisite;

in occasione delle scellerate manovre di mobilità esterna , con le quali ad oggi sono state già immesse negli uffici giudiziari circa 700 unità assolutamente sprovviste delle competenze tecnico – giuridiche indispensabili per assolvere al delicato compito di integrare la funzione giurisdizionale, in molti casi senza adeguata formazione, avevamo già rappresentato che colmare le lacune in organico, a nostro avviso, non equivale semplicemente a “far quadrare i numeri”: i lavoratori giudiziari non sono “numeri”, ma espressione di autentica e riconosciuta professionalità in considerazione del fondamentale ruolo di ausiliari della Magistratura.

Avevamo, in altre parole, anticipato il disastro che si sarebbe verificato negli Uffici e che è divenuto degno di attenzione solo adesso che il CSM, su segnalazione dei Capi dei Distretti, si è accorto che negli uffici giudiziari è stato immesso personale, ripetiamo, “che non è in grado di inserire correttamente gli esiti definitivi dei processi”, dunque, inadeguato.

Da dove viene questo personale che scopriamo oggi essere INADEGUATO?

Ecco, di seguito, chi sono le figure professionali (e non) che sono state inviate, esplicitamente oppure no, per tamponare (in attesa di regolare concorso pubblico dopo l’ultimo bandito nel 1997?), le carenze d’organico:

Personale proveniente da Enti in esubero:

si tratta di personale proveniente da realtà lavorative per nulla assimilabili alla realtà di un ufficio giudiziario (basti pensare a quelli provenienti dalla Croce Rossa Italiana); non più giovani, con profili professionali elevati in quanto nell’amministrazione di provenienza hanno beneficiato di varie progressioni di carriera, incontrano le difficoltà e le legittime resistenze del personale giudiziario al quale sono affiancati, che nelle more deve svolgere un doppio lavoro, con la beffa di conservare una qualifica inferiore pur avendo acquisito nel tempo una professionalità incontestabile

Tirocinanti ex art. 73 d,l, 69/2013:

sono giovani laureati affidati ai singoli magistrati al fine di ricevere “un’ulteriore opportunità formativa”, in altre parole la vantaggiosa occasione di approfondire i propri studi, con una borsa di studio, piuttosto che iscriversi alla Scuola di specializzazione delle professioni legali che, a differenza del tirocinio, prevede il pagamento di una retta e la frequenza annuale obbligatoria. Dovrebbero essere parte della fantomatica strutture dell’Ufficio per il processo, che in molti Distretti, ad oggi, NON ESISTE.

In concreto, i tirocinanti non hanno alcun obbligo di presenza e di orari, affiancano il magistrato affidatario nello studio dei fascicoli, seguono le udienze, aiutano il magistrato nella stesura delle sentenze, di decreti di archiviazione e decreti di fissazione udienza, sotto la diretta sorveglianza del magistrato.

L’arrivo dei tirocinanti ha complicato il lavoro delle cancellerie in quanto:

le udienze si prolungano ulteriormente perché in camera di consiglio il magistrato è impegnato anche in questa attività “didattica” a beneficio del tirocinante;

gli armadi dei giudici si svuotano in quanto delegano ai tirocinanti parte del loro lavoro mentre gli adempimenti di cancelleria si sovrappongono creando intollerabili disagi nella gestione delle attività prodromiche e successive alle udienze.

Tirocinanti in perfezionamento presso l’Ufficio per il processo:

sono stati ammessi a svolgere un ulteriore periodo di perfezionamento della durata di 12 mesi, al fine di acquisire nuove competenze e pertanto detto periodo non è in alcun modo assimilabile ad un rapporto di lavoro subordinato. In concreto sono temporaneamente assegnati alle cancellerie. Si tratta di personale già acquisito dal 2011 senza concorso perpetuando tirocini illegittimi in spregio delle norme costituzionali, denotando, anche questa scelta, un’inadeguata politica sul personale che crea altresì un vulnus a tutti i giovani, disoccupati o inoccupati, che ambiscono ad accedere agli uffici pubblici superando un regolare concorso.

Tirocinanti finanziati con fondi europei:

in diverse Regioni vengono inseriti negli uffici giudiziari con mansioni non specifiche, nonostante il divieto del Ministero del Lavoro motivato dalla circostanza  che mirando gli stage di Garanzia Giovani all'inserimento lavorativo, non ha alcun senso che vengano attivati all'interno di uffici pubblici, che ovviamente al termine del percorso formativo non hanno alcun modo di assumere i giovani.

Personale precario:

si tratta di varie figure acquisite dalle Regioni temporaneamente – secondo sconosciute procedure selettive – che vengono “cedute” agli uffici giudiziari sulla base di convenzioni stipulate dalle Regioni; tra di essi vi sono minorenni, pensionati, detenuti in permesso (questi ultimi, ad esempio, a Milano si occupano della digitalizzazione dei fascicoli!).

In questa eterogenea massa di persone che occupano a vario titolo gli uffici, né l’utenza qualificata (avvocati) né i cittadini sono messi in condizione di distinguere l’interlocutore al quale si rivolgono; verosimilmente anche i magistrati, in qualche caso, non distinguono il personale giudiziario competente e qualificato dalle altre categorie.  

Allora ci chiediamo se c’è bisogno degli ispettori ministeriali per analizzare COSA C’E’ CHE NON VA, perché in alcuni distretti in particolare, si registra “un numero abnorme di sentenze non eseguite”, che vanifica “l’altissima produttività dei magistrati”.

Ci sorprende che improvvisamente si ponga il problema (evidentemente politico) della carenza di risorse, e pur non volendo affatto ipotizzare che qualcuno si faccia scudo della carenza di personale, ci chiediamo perché le alte cariche che oggi denunciano questi arretrati intollerabili, abbiano ignorato le esortazioni rivolte in questi ultimi anni da questo Comitato a vigilare sulla legittimità dei tirocini, a richiedere la formazione permanente e la cd. riqualificazione del personale di ruolo, a non consentire questa mobilità selvaggia che avrebbe arrecato – e di fatto arreca – ulteriori ritardi al servizio Giustizia. Abbiamo chiesto, con forza, la progressione di carriera di tutti i dipendenti giudiziari prima di ogni altro intervento sugli organici: la formazione permanente e la riqualificazione del personale di ruolo avrebbero consentito a questo personale di coordinare, con l’esperienza, le altre figure professionali subentranti prevenendo il conflitto che invece è derivato da un’ ingiustificata inversione dei ruoli che contribuisce allo svilimento delle nostre funzioni.

Sorge prepotentemente il dubbio che questo improvviso allarme possa servire a giustificare all’Amministrazione ulteriori provvedimenti d’urgenza da assumersi in spregio delle norme costituzionali, com’è avvenuto per i tirocini, nonostante le nostre reiterate proteste.

Ad ogni modo, se il Ministro della Giustizia ritiene di avvalersi dell’Ispettorato di via Arenula “per svolgere accertamenti per individuare tutte le cause che, nel distretto di Napoli, hanno generato il problema di decine di migliaia di sentenze inseguite”, non ci resta che cogliere questa clamorosa opportunità:

chiediamo che le verifiche ispettive non si limitino a rilevare insignificanti dati statistici, ma accertino in che condizioni gli operatori della Giustizia sono chiamati a fronteggiare innovazione e digitalizzazione, in assenza di adeguata formazione nonché di adeguata riorganizzazione dei servizi.

Verifichino come sono distribuite le risorse umane, se è consentita la mobilità interna al fine di migliorare le performance individuali accrescendo le proprie esperienze, o se vi sono posizioni – e servizi – inamovibili e intangibili. Approfondiscano i limiti dei sistemi informatici lenti e farraginosi che dobbiamo utilizzare: subiamo l’imposizione di macchinose e talvolta inutili procedure informatiche e telematiche che, lungi dal semplificare le attività e razionalizzare le risorse, complicano ulteriormente, allo stato attuale, la gestione degli uffici. Utilizziamo programmi che non “dialogano “tra di loro, pertanto gli stessi dati vanno inseriti ripetutamente, e inutilmente. Taluni applicativi potenzialmente validi, invece, rimangono inutilizzati (ad esempio, “Atti e documenti”) in quanto ne è stata tacitamente ammessa l’inadeguatezza. Siamo costretti da protocolli siglati con altri Uffici e con l’Avvocatura, ad inserimenti nei sistemi informatici IRRAZIONALI, per non dire inutili, con ciò sottraendo tempo prezioso ad altre attività indispensabili a fornire in tempi giusti alla collettività la risposta di Giustizia che dev’essere per tutti gli operatori l’unico obiettivo. Ad esempio, ad oggi ciascun cancelliere negli uffici di Procura è tenuto alla formazione, custodia e aggiornamento di un fascicolo informatico e di un fascicolo cartaceo: questa inutile duplicazione che persiste da anni, non può essere definita INNOVAZIONE.

E non si dica che si tratta di resistenza a cambiamento: da oltre 20 anni affrontiamo riforme e cambiamenti assumendoci responsabilità che vanno ben oltre quelle previste dal profilo professionale posseduto, ed è per questo che NON CI STIAMO ad essere ritenuti strumentalmente – e improvvisamente - responsabili di una situazione di fatto di evidenti sprechi e di intollerabile, scarsa produttività.   

Comitato Lavoratori Giustizia

Giu19

CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

A seguito dei numerosi articoli di stampa, di cui vi diamo contezza sulla nostra pagina facebook COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA,  e alle dichiarazioni di alcuni capi di Uffici Giudiziari, dell'Amministrazione Giudiziaria, del CSM e dello stesso Ministro della Giustizia vi riportiamo le nostre  osservazioni  sul recente allarme per intollerabili ritardi nell'esecuzione delle sentenze e della situazione tragica degli Uffici Giudiziari. Da tali articoli trapela una considerazione del Personale Giudiziario che non accettiamo e dai quali sembra essere chiara la volontà di molti di deresponsabilizzarsi per scelte poco lungimiranti e non appropriate sulla politica del Personale e/o per la disattenzione verso una situazione che perdura da anni e di cui SOLO  oggi ci si accorge. Eppure questo Comitato per  4 anni ha cercato  di porre l'attenzione su questi temi, suggerendo soluzioni e denunciando prassi e decisioni che avrebbero portato esattamente a questo punto. 

La nostra replica verrà inviata all'amministrazione Centrale e Politica del nostro Ministero e a tutti i capi degli Uffici Giudiziari per chiarire che NON SIAMO NOI GLI INCOMPETENTI. 

Temiamo che questa situazione di emergenza, tutt'altro che improvvisa, consenta all'Amministrazione della Giustizia di accantonare per l'ennesima volta

la nostra progressione di carriera per dare la precedenza a provvedimenti
d'urgenza destinati a colmare numericamente le carenze d'organico.
 
per questo motivo, dobbiamo essere tutti presenti
IL 30 giugno 2016 in via Arenula - Roma ore 15
 
A MANIFESTARE IL NOSTRO DISSENSO
 
e a DIFENDERE LA NOSTRA DIGNITA' CHIEDENDO PRIORITA' ALLA PROGRESSIONE DI CARRIERA DEL PERSONALE GIUDIZIARIO 
 
 

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

 Atto costitutivo reg.to  Cassino n.3074 - serie 3 del 18/11/13 

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.    sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org –

Facebook: Comitato Lavoratori Giustizia Twitter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS)

 

Abbiamo letto in questi giorni l’intervento del CSM che, individuando nella carenza di organico la priorità da affrontare per il buon funzionamento della Giustizia, chiede al Ministro nuovi concorsi per il reclutamento di personale qualificato; in particolare, evidenzia che il personale non qualificato produce in alcuni uffici giudiziari “mostri, come le false pendenze” addebitate ad un organico insufficiente ed a personale  “che non è in grado di inserire correttamente gli esiti definitivi dei processi”[1].

Al riguardo, a tutela dei dipendenti giudiziari di ruolo che, come noto al CSM e ai Capi degli Uffici, sostengono da oltre 20 anni riforme a costo zero, in assenza di formazione come di meccanismi di incentivazione, è doveroso rappresentare quanto segue:

innanzitutto, la grave carenza di organico del personale giudiziario (mancano circa 9.000 unità) non è una calamità improvvisa, bensì il risultato di scelte politiche che hanno finito per gravare soprattutto sugli stessi lavoratori i quali, in numero sempre più ridotto, hanno fatto fronte con responsabilità a carichi di lavoro sempre crescenti, adeguandosi alle innovazioni senza alcun riconoscimento delle competenze e abilità acquisite;

in occasione delle scellerate manovre di mobilità esterna , con le quali ad oggi sono state già immesse negli uffici giudiziari circa 700 unità assolutamente sprovviste delle competenze tecnico – giuridiche indispensabili per assolvere al delicato compito di integrare la funzione giurisdizionale, in molti casi senza adeguata formazione, avevamo già rappresentato che colmare le lacune in organico, a nostro avviso, non equivale semplicemente a “far quadrare i numeri”: i lavoratori giudiziari non sono “numeri”, ma espressione di autentica e riconosciuta professionalità in considerazione del fondamentale ruolo di ausiliari della Magistratura.

Avevamo, in altre parole, anticipato il disastro che si sarebbe verificato negli Uffici e che è divenuto degno di attenzione solo adesso che il CSM, su segnalazione dei Capi dei Distretti, si è accorto che negli uffici giudiziari è stato immesso personale, ripetiamo, “che non è in grado di inserire correttamente gli esiti definitivi dei processi”, dunque, inadeguato.

Da dove viene questo personale che scopriamo oggi essere INADEGUATO?

Ecco, di seguito, chi sono le figure professionali (e non) che sono state inviate, esplicitamente oppure no, per tamponare (in attesa di regolare concorso pubblico dopo l’ultimo bandito nel 1997?), le carenze d’organico:

  • Personale proveniente da Enti in esubero:

si tratta di personale proveniente da realtà lavorative per nulla assimilabili alla realtà di un ufficio giudiziario (basti pensare a quelli provenienti dalla Croce Rossa Italiana); non più giovani, con profili professionali elevati in quanto nell’amministrazione di provenienza hanno beneficiato di varie progressioni di carriera, incontrano le difficoltà e le legittime resistenze del personale giudiziario al quale sono affiancati, che nelle more deve svolgere un doppio lavoro, con la beffa di conservare una qualifica inferiore pur avendo acquisito nel tempo una professionalità incontestabile

  • Tirocinanti ex art. 73 d,l, 69/2013:

sono giovani laureati affidati ai singoli magistrati al fine di ricevere “un’ulteriore opportunità formativa”[2], in altre parole la vantaggiosa occasione di approfondire i propri studi, con una borsa di studio, piuttosto che iscriversi alla Scuola di specializzazione delle professioni legali che, a differenza del tirocinio, prevede il pagamento di una retta e la frequenza annuale obbligatoria. Dovrebbero essere parte della fantomatica strutture dell’Ufficio per il processo, che in molti Distretti, ad oggi, NON ESISTE.

In concreto, i tirocinanti non hanno alcun obbligo di presenza e di orari, affiancano il magistrato affidatario nello studio dei fascicoli, seguono le udienze, aiutano il magistrato nella stesura delle sentenze, di decreti di archiviazione e decreti di fissazione udienza, sotto la diretta sorveglianza del magistrato.

L’arrivo dei tirocinanti ha complicato il lavoro delle cancellerie in quanto:

  • le udienze si prolungano ulteriormente perché in camera di consiglio il magistrato è impegnato anche in questa attività “didattica” a beneficio del tirocinante;
  • gli armadi dei giudici si svuotano in quanto delegano ai tirocinanti parte del loro lavoro mentre gli adempimenti di cancelleria si sovrappongono creando intollerabili disagi nella gestione delle attività prodromiche e successive alle udienze.
  • Tirocinanti in perfezionamento presso l’Ufficio per il processo:

sono stati ammessi a svolgere un ulteriore periodo di perfezionamento della durata di 12 mesi, al fine di acquisire nuove competenze e pertanto detto periodo non è in alcun modo assimilabile ad un rapporto di lavoro subordinato. In concreto sono temporaneamente assegnati alle cancellerie. Si tratta di personale presente negli uffici  dal 2011 senza concorso perpetuando tirocini illegittimi in spregio delle norme costituzionali, denotando, anche questa scelta, un’inadeguata politica sul personale che crea altresì un vulnus a tutti i giovani, disoccupati o inoccupati, che ambiscono ad accedere agli uffici pubblici superando un regolare concorso.

  • Tirocinanti finanziati con fondi europei:

in diverse Regioni vengono inseriti negli uffici giudiziari con mansioni non specifiche, nonostante il divieto del Ministero del Lavoro motivato dalla circostanza  che mirando gli stage di Garanzia Giovani all'inserimento lavorativo, non ha alcun senso che vengano attivati all'interno di uffici pubblici, che ovviamente al termine del percorso formativo non hanno alcun modo di assumere i giovani[3].

  • Personale precario:

si tratta di varie figure acquisite dalle Regioni temporaneamente – secondo sconosciute procedure selettive – che vengono “cedute” agli uffici giudiziari sulla base di convenzioni stipulate dalle Regioni; tra di essi vi sono minorenni, pensionati, detenuti in permesso (questi ultimi, ad esempio, a Milano si occupano della digitalizzazione dei fascicoli!).

In questa eterogenea massa di persone che occupano a vario titolo gli uffici, né l’utenza qualificata (avvocati) né i cittadini sono messi in condizione di distinguere l’interlocutore al quale si rivolgono; verosimilmente anche i magistrati, in qualche caso, non distinguono il personale giudiziario competente e qualificato dalle altre categorie. 

Allora ci chiediamo se c’è bisogno degli ispettori ministeriali per analizzare COSA C’E’ CHE NON VA, perché in alcuni distretti in particolare, si registra “un numero abnorme di sentenze non eseguite”[4], che vanifica “l’altissima produttività dei magistrati”.

Ci sorprende che improvvisamente si ponga il problema (evidentemente politico) della carenza di risorse, e pur non volendo affatto ipotizzare che qualcuno si faccia scudo della carenza di personale, ci chiediamo perché le alte cariche che oggi denunciano questi arretrati intollerabili, abbiano ignorato le esortazioni rivolte in questi ultimi anni da questo Comitato a vigilare sulla legittimità dei tirocini, a richiedere la formazione permanente e la cd. riqualificazione del personale di ruolo, a non consentire questa mobilità selvaggia che avrebbe arrecato – e di fatto arreca – ulteriori ritardi al servizio Giustizia. Abbiamo chiesto, con forza, la progressione di carriera di tutti i dipendenti giudiziari prima di ogni altro intervento sugli organici: la formazione permanente e la riqualificazione del personale di ruolo avrebbero consentito a questo personale di coordinare, con l’esperienza, le altre figure professionali subentranti prevenendo il conflitto che invece è derivato da un’ ingiustificata inversione dei ruoli che contribuisce allo svilimento delle nostre funzioni.

Sorge prepotentemente il dubbio che questo improvviso allarme possa servire a giustificare all’Amministrazione ulteriori provvedimenti d’urgenza da assumersi in spregio delle norme costituzionali, com’è avvenuto per i tirocini, nonostante le nostre reiterate proteste.

Ad ogni modo, se il Ministro della Giustizia ritiene di avvalersi dell’Ispettorato di via Arenula “per svolgere accertamenti per individuare tutte le cause che, nel distretto di Napoli, hanno generato il problema di decine di migliaia di sentenze inseguite”, non ci resta che cogliere questa clamorosa opportunità:

chiediamo che le verifiche ispettive non si limitino a rilevare insignificanti dati statistici, ma accertino in che condizioni gli operatori della Giustizia sono chiamati a fronteggiare innovazione e digitalizzazione, in assenza di adeguata formazione nonché di adeguata riorganizzazione dei servizi.

Verifichino come sono distribuite le risorse umane, se è consentita la mobilità interna al fine di migliorare le performance individuali accrescendo le proprie esperienze, o se vi sono posizioni – e servizi – inamovibili e intangibili. Approfondiscano i limiti dei sistemi informatici lenti e farraginosi che dobbiamo utilizzare: subiamo l’imposizione di macchinose e talvolta inutili procedure informatiche e telematiche che, lungi dal semplificare le attività e razionalizzare le risorse, complicano ulteriormente, allo stato attuale, la gestione degli uffici. Utilizziamo programmi che non “dialogano “tra di loro, pertanto gli stessi dati vanno inseriti ripetutamente, e inutilmente. Taluni applicativi potenzialmente validi, invece, rimangono inutilizzati (ad esempio, “Atti e documenti”) in quanto ne è stata tacitamente ammessa l’inadeguatezza. Siamo costretti da protocolli siglati con altri Uffici e con l’Avvocatura, ad inserimenti nei sistemi informatici IRRAZIONALI, per non dire inutili, con ciò sottraendo tempo prezioso ad altre attività indispensabili a fornire in tempi giusti alla collettività la risposta di Giustizia che dev’essere per tutti gli operatori l’unico obiettivo. Ad esempio, ad oggi ciascun cancelliere negli uffici di Procura è tenuto alla formazione, custodia e aggiornamento di un fascicolo informatico e di un fascicolo cartaceo: questa inutile duplicazione che persiste da anni, non può essere definita INNOVAZIONE.

E non si dica che si tratta di resistenza al cambiamento: da oltre 20 anni affrontiamo riforme e cambiamenti assumendoci responsabilità che vanno ben oltre quelle previste dal profilo professionale posseduto, ed è per questo che NON CI STIAMO ad essere ritenuti strumentalmente – e improvvisamente - responsabili di una situazione di fatto di evidenti sprechi e di intollerabile, scarsa produttività.   

Comitato Lavoratori Giustizia

 

[1] La Repubblica, 15.06.2016

[2] www.giustizia.it Ufficio per il processo

[3] «Attraverso l'attivazione dei percorsi di tirocinio», si legge in una nota ministeriale datata 3 aprile 2015, si intende favorire «l'inserimento / reinserimento nel mondo del lavoro di giovani disoccupati e/o inoccupati» e questi tirocini devono avere uno sbocco lavorativo almeno in potenza: si deve cioè mirare, «entro sessanta giorni dalla fine del tirocinio», primariamente all'«inserimento occupazionale dei giovani che concludono con successo il percorso».

[4] La Repubblica, 18 giugno 2016

Set16

MANIFESTAZIONE AUTONOMA DEI DIPENDENTI GIUDIZIARI

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

VI CHIEDIAMO DI PARTECIPARE ALLA MANIFESTAZIONE il 

21 Settembre Ministero della Giustizia-Piazza Cairoli alle ore 14.00

nessuna sigla sindacale, nessuna associazione, neppure CLG ma i GIUDIZIARI DI TUTTI GLI UFFICI,   autonomanente. 

E' necessario essere numerosi.

  

PARI   DIGNITA'

 

Perché partecipare  :

Ø   per  manifestare la nostra rivendicazione al fine di  colmare la disparità di trattamento che fino ad oggi ci divide da tutti gli altri colleghi della Pubblica Amministrazione e per rivendicare PARI DIGNITA';

Ø  per manifestare con la nostra presenza  la  rivendicazione che da sempre sosteniamo : una "riqualificazione" per tutti i profili professionali, giuridica con adeguamento stipendiale alle nuove immissioni  di personale nel nostro Ministero,  che permetta a tutti di avere quel riconoscimento  professionale  che ci gratifichi per tutto il lavoro che sempre e doverosamente svolgiamo;

Ø  per ottenere un riconoscimento  che permetta a tutti di poter aggiungere al nostro risibile stipendio ed ad una futura pensione ancora più risibile un'adeguato aumento economico ;

Riflettere e partecipare  il 21 settembre significa investire qualche ora  al fine di ottenere quanto da noi sempre rivendicato  per il nostro futuro professionale ed economico.

Queste le ragioni, a voi la scelta di condividerle o meno, aggiungiamo soltanto che  la scelta di partecipare il 21 settembre significherá la nostra ferrea volontà e non la nostra rassegnazione.

Speriamo di incontrarci in quella giornata  e di manifestare insieme tutto quello che ogni giorno ci scambiamo  in termini di protesta nei corridoi degli uffici , per telefono,  per  email e sui social network.

Se siamo coerenti con quanto sempre esprimiamo
NON POSSIAMO MANCARE!

Lug13

sul LICENZIAMENTO DISCIPLINARE N CASO DI FALSA ATTESTAZIONE SULLA PRESENZA

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

 

Vi riportiamo il link ove poter leggere il testo del decreto legislativo entrato in vigore oggi, 13 luglio, sulla fatidica sospensione cautelare e relativo licenziamento disciplinare in caso di falsa attestazione della presenza da parte dei dipendenti pubblici.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/stampa/serie_generale/originario

Vi segnaliamo  altresì, il più interessante parere adottato dal Consiglio di Stato

https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=NW57TFFWWFBDD6DGOTQTH3AHQQ&q=licenziamento

sullo schema del decreto legislativo in esame dal quale si può evincere che il testo originario era pieno di raffazzonate superficialità tecnico-legislative pensate più per appagare la "pancia" dell'opinione pubblica che per dare una risposta efficace e giudicamene plausibile (conformi ai principi ordinamentali generali) al fenomeno dell'assenteismo ingiustificato dei lavoratori pubblici.

 

Significativo è il passaggio dell'Organo consultivo amministrativo ove "auspicava fortemente" che il Governo espuntasse alcuni passaggi della norma tracciati dal medesimo Consiglio come apertamente incostituzionali.  Specificatamente, il Consiglio di Stato ha ritenuto che l'introduzione del   «danno da immagine per la P.A.» e l'introduzione di  una nuova fattispecie di illecito penale riconducibile all'art.  328 c.p. - Omissione in atti d'ufficio - per il dirigente o il responsabile della struttura in caso di mancata sospensione cautelare o mancato  avvio del procedimento disciplinare, costituisca evidenti profili di incostituzionalità per eccesso di delega, in quanto la legge delegante l’Esecutivo non prevede il potere diretto a introdurre forme di responsabilità erariali e penali conseguenti al licenziamento disciplinare, poiché queste sono estranee alla disciplina del rapporto di lavoro. Peraltro, il danno da immagine era già stato previsto dalla precedente riforma del 2009.

Potrete verificare, se ne avrete voglia, che il Governo ha recepito quasi tutte le modifiche suggerite dall'Organo consultivo (compresa l’eliminazione della fattispecie criminosa a carico del dirigente o del responsabile della struttura), riconducendo il tutto a maggior ragionevolezza e proporzionalità, pur auspicando nell'immediato futuro un intervento legislativo complessivo maggiormente  organico, ma ha lasciato come invariato l’obbligo dell’accertamento del danno da immagine e tipizzata la relativa determinazione quantitativa.

 

Al riguardo, appare davvero singolare  che il danno prima citato venga determinato sulla scorta della “rilevanza del fatto per i mezzi di informazione”. Come appropriatamente rilevato dal Consiglio in sede consultiva, si tratta di un parametro di giudizio “dichiaratamente mediatico” che non può trovare riscontro in uno Stato di diritto fondato sul Principio di legalità. Insomma, anche Palazzo Spada  ritiene, e lo scrive a suo modo, che ci sia stata una buona dose di populismo alla base del sentiment che ha ispirato l’azione di Governo sul tema dei licenziamenti disciplinari.

Un’ulteriore nostra perplessità è, infine, dovuta alla considerazione che l’impianto complessivo del sistema sanzionatorio disciplinare del pubblico impiego abbia introdotto una “procedura accelerata” che ha accorciato i termini finali di adozione del provvedimento disciplinare  e, dunque, abbreviato anche i termini difensivi in presenza della sanzione più grave di tipo espulsiva, mentre lascia maggior spazio temporale  - per la difesa e per l’adozione della sanzione finale – in favore di quegli illeciti e conseguenti sanzioni di minor rilievo. Questo aspetto, a nostro avviso, non è riconducibile al rispetto dei principi diragionevolezza e proporzionalità direttamente rinvenibili nell’art. 3, co. 2 Costituzione. Per tutti gli altri illeciti, infatti, il termine di difesa è maggiore, poiché il termine di convocazione  per l’audizione e preparazione delle memorie difensive non può essere inferiore a 20 giorni, a fronte dei 15 previsti dalla novella in esame; parimenti, il provvedimento finale espulsivo per assenteismo ingiustificato fraudolento dovrà essere adottato entro 30 giorni a fronte dei 40 giorni disciplinato per tutti gli altri casi.

 

 


 

Giu13

CHI SARA' PORTAVOCE DEL NOSTRO MALESSERE?

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

mail della collega Filomena Martino ad una Organizzazione Sindacale

 
Carissima ...(omesso) ,
 
a cosa serve questa ennesima umiliazione  da parte di una Amministrazione MATRIGNA?
 
E’ entrato qui in Procura a Napoli , con il ruolo di cancelliere, personale proveniente da altri Enti , andando a coprire posti nell’organico , riservati al personale giudiziario che da oltre 20 anni opera in questi Uffici.
 
I pseudo cancellieri non hanno un minimo di conoscenza del codice di procedura penale che ogni giorno noi ( categoria invisibile) applichiamo per dare esecuzione ai provvedimenti emessi dall’Autorità Giudiziaria.
 
Il nostro Ministero aveva il dovere morale oltre il compito  istituzionale di  formare questo personale , NULLA è STATO FATTO.
 
IRONIA DELLA SORTE  : questo personale ( qualificato!!!!”!!) conserva la retribuzione dell’Amministrazione di provenienza  ( Provincia, DAP, etc), di gran lunga superiore alla nostra,   e noi, personale squalificato e invisibile,
 
continuiamo a percepire un stipendio bloccato dal 2009 , e di gran lunga inferiore rispetto alle altre categorie di Statali, questo accade nello stesso Ufficio , a parità di mansioni.
 
Sul giornale Repubblica di domenica 6 giugno 2016 , il Presidente della Corte di Appello di Napoli ha dichiarato che ci sono 50.000 sentenze definitive in attesa di esecuzione perchè manca il personale amministrativo.
 
I magistrati ci sono, ma manca il personale amministrativo qualificato .
 
Al sig. Ministro tutto ciò non interessa.
 
Basta , siamo stanchi di essere umiliati e presi in giro.
 
Il funzionario giudiziario
Filomena Martino
Set06

CROCE ROSSA SUGLI UFFICI GIUDIZIARI

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

POTETE LEGGERE MOLTI DEGLI ARTICOLI COMPARSI SULLA STAMPA DALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK.

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Atto costitutivo reg.to al Tribunale di Cassino n. 3074 - serie 3 del 18/11/13

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org

Facebook,: Comitato Lavoratori Giustizia

Twetter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS)

06 settembre 2016

I dipendenti giudiziari di ruolo, ancora una volta, assistono in questi giorni ad una scandalosa operazione finalizzata a colmare i vuoti nell’ organico degli uffici giudiziari, che non tiene conto assolutamente delle competenze specifiche che si richiedono agli ausiliari della magistratura.

Il 1° settembre negli uffici giudiziari sono transitate con mobilità obbligatoria 359 unità provenienti da enti in esubero come le province e la Croce Rossa Italiana: si tratta, nello specifico, di personale già inquadrato nella Croce Rossa Italiana con mansioni di autista/ barelliere (impiegato pertanto in interventi di pronto soccorso e trasporto infermi) per la maggior parte in possesso del titolo di studio di licenza media e inspiegabilmente inquadrato nei ruoli dell’amministrazione giudiziaria che prevedono collaborazione qualificata al magistrato, ruoli che vanno dall’assistente giudiziario, al cancelliere, al funzionario giudiziario.

Evidenziamo che da parte dell’Amministrazione non vi è stata alcuna trasparenza: non è chiaro chi e con quali criteri abbia operato l’inquadramento degli ex barellieri nel profilo professionale del cancelliere. E’ inaccettabile che le organizzazioni sindacali preposte alla tutela dei lavoratori non abbiano vigilato affinché non venisse posta in essere l’ennesima disparità: ci chiediamo com’è possibile che non siano intervenute per prevenire il conflitto che, come tante volte da noi annunciato, era prevedibile sarebbe esploso negli uffici com’è accaduto in questi giorni.  Come dipendenti di ruolo che per accedere al delicato compito di integrare la funzione giurisdizionale hanno superato un regolare concorso pubblico per titoli ed esami, di fronte a questa manovra, disposta con l’accordo della Funzione Pubblica, siamo assolutamente INDIGNATI.

Il ruolo di ausiliari della magistratura non è frutto di improvvisazione ma richiede approfondita conoscenza dei meccanismi processuali ed esperienza: in tutti questi anni abbiamo tenuto il passo alle innovazioni come alle modifiche normativo-procedurali, aggiornandoci in piena autonomia per cercare di fornire costantemente ai magistrati e all’utenza (qualificata e non) una collaborazione specializzata, nonostante l’assenza di formazione come di riqualificazione.

Adesso ci vediamo letteralmente scavalcare da personale completamente sprovvisto delle competenze che negli anni abbiamo acquisito pur senza alcun riconoscimento di carriera; personale che conserva ingiustificate posizioni economiche di gran lunga superiori (a parità di posizione giuridica), nel silenzio dei vertici ministeriali come dei rappresentanti sindacali, in molti casi non lontano dall’età pensionabile, in possesso di titolo di studio inferiore a quello richiesto per accedere dall’esterno ai profili del cancelliere e del funzionario.

Si tratta dell’ennesima discriminazione: ricordiamo che tutto il personale di ruolo in servizio nel Dipartimento Organizzazione Giudiziaria (circa 35.000 unità) attende da oltre 20 anni la cd. “riqualificazione” a differenza di tutti gli altri settori pubblici, dai quali provengono le unità in mobilità, che già hanno beneficiato di procedure di riqualificazione e pertanto arrivano nei nostri uffici con profili e ruoli apicali benché sprovvisti di titoli richiesti per l’accesso dall’esterno e competenze specifiche.

Evidenziamo, poi, oltre al rammarico per lo svilimento della nostra figura professionale, oltre alla frustrazione per la negazione delle prospettive di carriera, che l’intero servizio Giustizia, lungi dal beneficiare di questi fallimentari innesti subirà, a seguito dell’inserimento di personale non competente, ulteriori rallentamenti e disfunzioni dei quali, stando così le cose, non vogliamo essere ritenuti responsabili.

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Lug01

SIT-IN 01 LUGLIO 2016 - Roma

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Atto costitutivo reg.to al Tribunale di Cassino n. 3074 - serie 3 del 18/11/13

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org

Facebook: Comitato Lavoratori Giustizia

Twetter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS)

 

Oggi un gruppo di tenaci dipendenti giudiziari aderenti al Comitato lavoratori giustizia ha preso parte all’annunciato sit-in in Roma in prossimità della sede ministeriale. Nelle stesse ore si è svolta la riunione tra il Capo Gabinetto dott. Melillo e le organizzazioni sindacali sulle procedure di riqualificazione del personale giudiziario, sugli esiti della quale attendiamo lumi dalle oo.ss. presenti.  Non siamo stati ammessi a partecipare alla riunione neanche quali meri uditori tuttavia la presenza in Via Arenula è stata occasione per ribadire la nostra fondamentale richiesta, che non si presta ad interpretazioni diverse da quella letterale: progressione di carriera ai dipendenti giudiziari  prima di ogni altro intervento sugli organici, prima che le scellerate immissioni di personale da mobilità esterna vadano a coprire le posizioni alle quali aspiriamo annullando per sempre le nostre prospettive. Abbiamo letto di recente che tutte le Autorità lamentano – improvvisamente – l’allarmante carenza di organico e gli arretrati di lavoro quasi cronici; abbiamo l’impressione che questo allarme riveli l’intenzione di adottare provvedimenti d’urgenza verosimilmente lesivi delle aspettative di carriera dei dipendenti di ruolo. A questa eventualità ci opponiamo, rivendicando la priorità del riconoscimento delle nostre competenze. La manifestazione rispondeva, inoltre, all’insistente richiesta dei colleghi, pervenuta al Comitato in questi mesi, di protestare energicamente per i nostri diritti presso la sede ministeriale. Non possiamo non evidenziare, al riguardo, la discrepanza tra il numero di coloro che paiono indignarsi e manifestano la volontà di protestare, e quello di chi concretamente traduce in azione questa indignazione. L’appello alle associazioni di categoria, alle organizzazioni sindacali, a tutti i colleghi di intervenire al sit – in per tutelare la posizione di chi attende il riconoscimento di carriera da oltre 20 anni e nel frattempo viene scavalcato dal personale in esubero di altri enti, è rimasto pressoché inascoltato. La frammentazione del DOG appare evidente nonostante le molteplici occasioni di aggregazione offerte da questa libera associazione che, promuovendo la circolazione delle informazioni, auspicava al superamento delle distanze – tra profili come tra appartenenti allo stesso profilo – che, al contrario, sembrano incolmabili a giudicare dalla manipolazione delle informazioni stesse, spesso avvenuta senza alcun reale approfondimento, che ha condotto unicamente ad ulteriori schieramenti privi di senso. Da oggi decorre il termine di 20 gg per formulare all’Amministrazione osservazioni in ordine alla proposta di esecuzione (parziale?) della norma di cui al 21 quater che, a prima lettura, presenta certamente aspetti censurabili. Faremo pervenire le nostre osservazioni, nell’ attesa che ciascun dipendente giudiziario, prima ancora delle oo.ss., si decida ad intervenire contribuendo direttamente – senza delegare ad altri – a difendere la propria dignità professionale.

1° luglio 2016    

 

qui a seguito il link dell'informativa preliminare sull'attuazione dell'art. 21 quater Legge 132/15

http://www.cislfpgiudiziario.org/…/1754_GiustiziaNews2016_0…        

Giu10

SIT IN 30 GIUGNO 2016

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

Atto costitutivo reg.to al Tribunale di Cassino n. 3074 - serie 3 del 18/11/13

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  sito web e blog: www.dipendentigiustizia.org

Facebook: Comitato Lavoratori Giustizia

Twetter : DIPENDENTIGIUSTIZIACLG (@COMITATOLAVGIUS)

                                              

A TUTTI I COLLEGHI

All'ASSOCIAZIONE DIPENDENTI GIUDIZIARI ITALIANI

All'ASSOCIAZIONE AUSILIARI GIUDIZIARI

A TUTTE LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI

 

Oggetto: Riunione a Roma 30.06.2016 sulle procedure di riqualificazione

Negli uffici giudiziari gli “Squalificati della Giustizia”, tanto qualificati quanto discriminati rispetto a tutti gli altri dipendenti della Pubblica Amministrazione, in quanto unici lavoratori che non hanno avuto alcuna progressione di carriera da oltre 20 anni attendono il giusto riconoscimento delle abilità e competenze acquisite dopo aver sostenuto, in numero sempre più ridotto, riforme a costo zero fronteggiando con responsabilità carichi di lavoro in continuo aumento.

Il popolo dei giudiziari sarà pertanto presente al

SIT-IN 30 GIUGNO 2016 ALLE ORE 15 in Roma, Via Arenula

Per esigere che IMMEDIATAMENTE VENGA DATA PIENA E COMPLETA ATTUAZIONE DELL'ART.21/4 LEGGE 132/15, CHE SI PROVVEDA  AL PASSAGGIO DEGLI AUSILIARI IN AREA II E CONTEMPORANEAMENTE AVVIATE LE PROCEDURE DI  RIQUALIFICAZIONE PER TUTTI I PROFILI PROFESSIONALI, prima che le scellerate immissioni di personale da mobilità esterna vadano a coprire le posizioni alle quali aspiriamo annullando per sempre le nostre prospettive.

E’ probabilmente l’ultima occasione che abbiamo per rivendicare le nostre legittime aspettative di carriera, per ricordare ai vertici ministeriali che

LA GIUSTIZIA NON PUO’ PRESCINDERE DAL NOSTRO APPORTO QUALIFICATO

E SE NOI CI FERMIAMO LA STESSA FUNZIONE GIURISDIZIONALE SI ARRESTA.

E’ questo il momento di abbandonare definitivamente la litigiosità in favore della concretezza e di MANIFESTARE UNITI per tutelare i nostri diritti e restituire dignità alle nostre figure professionali.

Comitato Lavoratori della Giustizia

<<  1 2 [34 5 6 7  >>