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ANNO GIUDIZIARIO 2017 - RESOCONTO

Categorie // Comitato Lavoratori della Giustizia

sulla nostra pagina facebook "Comitato Lavoratori Giustizia" potete trovare la rassegna stampa e le foto dei colleghi relatori

Abbiamo dato lettura di un documento di protesta in alcune sedi -MILANO, BRESCIA, TRIESTE, VENEZIA, LECCE, CAGLIARI, scelte simbolicamente per spiegare le ragioni della nostra PROTESTA SILENZIOSA, in tutti gli altri distretti.

A Milano la nostra relatrice ha dato atto delle lamentele e aspettative dei giudiziari al cospetto del Ministro, il quale, pur contrariato per le contestazioni (di cui al documento pubblicato) ha ricevuto dopo la cerimonia una rappresentanza di questo Comitato alla quale, in tema di riqualificazione, ha riferito quanto segue :

in terza area verranno collocati, a scaglioni, TUTTI I CANCELLIERI E UFFICIALI GIUDIZIARI che si collocheranno in graduatoria, dunque all’esito del superamento della prova selettiva;

tali passaggi in terza area sono allo stato GIA’ FINANZIATI;

verrà pubblicato database relativo ai quiz delle prove selettive, a cura della Direzione Generale;

per tutti gli altri profili, inclusi quelli tecnici, l’Amministrazione sta elaborando rideterminazione profili ai fini di progressioni orizzontali nelle aree, quantificate in 8.000 unità per l’anno in corso.

In tutti gli altri distretti, come riportato dalla stampa, i dipendenti giudiziari aderenti a questo Comitato hanno disertato la cerimonia Inaugurale, inoltrando ai Capi dei Distretti – oltre che al Ministro – il documento riepilogativo delle nostre ragioni.

Anche a Palermo, benché autorizzati ad intervenire, abbiamo rinunciato a partecipare alla cerimonia, disertandola per protestare contro la “totale assenza di considerazione per le aspirazioni, le richieste e le esigenze del personale” in quanto lo scorso anno siamo stati esclusi dal dibattito, al cospetto del ministro Orlando, allorché il Presidente della Corte ha preferito dare spazio all’ennesimo organismo rappresentativo dell’Avvocatura, dimostrando questa scelta l’indifferenza anche del Capo del Distretto nei confronti delle legittime rivendicazioni dei giudiziari. L’anno scorso a Palermo non è stata data la parola ai giudiziari: quest’anno abbiamo replicato noi, con il silenzio.

COMITATO LAVORATORI GIUSTIZIA

 

DI SEGUITO IL TESTO DEL DOCUMENTO UNITARIO  DI CUI E' STATA DATA LETTURA NELLE 6 SEDI :

Diamo lettura del presente documento solo in 7 sedi, compresa questa,, per spiegare le ragioni della nostra PROTESTA SILENZIOSA in tutti gli altri distretti.

L’anno appena trascorso ha visto moltiplicarsi gli interventi dei Capi degli Uffici sull’imponente scopertura di organico del personale degli uffici giudiziari, personale che si sono ostinati a qualificare “amministrativo” sebbene integri la funzione giurisdizionale.

Al riguardo a nulla è valso evidenziare, in rappresentanza dei dipendenti giudiziari aderenti a questo Comitato, che questa grave carenza di organico (mancano circa 9.000 unità) si è riverberata sugli stessi lavoratori i quali, in numero sempre più ridotto, hanno mandato avanti, trascinato, talvolta, la macchina giudiziaria SOSTENENDO RIFORME A COSTO ZERO, senza alcuna gratificazione; a nulla è servito porre l’accento sulle sconcertanti manovre di mobilità esterna, con le quali sono state immesse negli uffici giudiziari circa 700 unità assolutamente sprovviste di competenze tecnico – giuridiche indispensabili per integrare la funzione giurisdizionale, senza adeguata formazione, provenienti da Enti in esubero; neanche lo scandalo, riportato da organi di stampa e televisioni, dell’innesto di unità provenienti dalla Croce Rossa Italiana, inquadrate come cancellieri, funzionari, direttori che, secondo le indicazioni del Ministero, avrebbero dovuto smaltire gli intollerabili arretrati nel settore penale, ha indotto l’Amministrazione a fare marcia indietro: tanto più che, percependo queste unità una retribuzione superiore del 40% a quella del personale di ruolo (con assegno ad personam) la manovra appare sconveniente anche dal punto di vista economico; a completare il quadro irrazionale della situazione, i Capi e di Dirigenti di molti Uffici, ritenendo questo personale inadeguato ad assistere i magistrati, l’hanno collocato in uffici diversi da quelli gravati da ritardi e arretrati, continuando ad avvalersi, in quegli uffici, di personale esperto;

senza esito è rimasta la nostra denuncia del paradosso che vive quotidianamente il personale giudiziario, reclutato per l’affiancamento dei nuovi arrivati, con la beffa di conservare una qualifica inferiore rispetto ai dipendenti da “istruire” pur avendo acquisito nel tempo una professionalità incontestabile. Ci siamo chiesti come fosse possibile che i vertici ministeriali, che coordinavano fino a poco prima gli Uffici giudiziari e che pertanto ben conoscono la specificità di funzioni dei dipendenti giudiziari e la professionalità richiesta, avessero potuto individuare la soluzione alle carenze in questa mobilità selvaggia che invece arreca ulteriori ritardi al servizio Giustizia e svilisce, ancora, la funzione degli ausiliari della magistratura. Abbiamo dovuto concludere che, evidentemente, per i vertici noi lavoratori giudiziari SIAMO SOLO NUMERI: altrimenti, non si spiegherebbe perché, pur di far “quadrare i conti” si arrivi attraverso accordi e convenzioni regionali a promuovere negli uffici giudiziari ogni sorta di tirocini – che talvolta congestionano ulteriormente le attività delle cancellerie – e in ultimo i tirocini di “Garanzia Giovani” in palese violazione del divieto imposto dal Ministero del Lavoro. Come se non bastasse, ancora oggi, come dal 2011, vengono sottratte risorse ai dipendenti di ruolo per finanziare tirocini presso la “fantomatica” struttura dell’ufficio del processo;

come se non bastasse, anche il concorso pubblico recentemente bandito per la figura di assistente giudiziario, mentre riconosce sorprendentemente ai tirocinanti punteggi di preferenza e precedenza in virtù degli stage svolti – per nulla assimilabili a rapporti di lavoro subordinato - nulla prevede per i dipendenti di ruolo che occupino le posizioni inferiori prestando servizio da oltre 20 anni!

Abbiamo atteso, fiduciosi, che il Ministro onorasse l’impegno assunto di far procedere almeno parallelamente mobilità e riqualificazione: ad oggi, invece, mentre la mobilità è stata avviata – con i suoi disastrosi effetti - sono circa 36.000 i dipendenti giudiziari in attesa di valorizzazione che non hanno nessuna certezza al riguardo.

Di riqualificazione neanche l’ombra, a fronte di un bando di selezione che non ha soddisfatto minimamente le aspettative dei giudiziari prevedendo la ricollocazione in area direttiva di un’esigua parte di cancellieri e ufficiali giudiziari (in ossequio a quanto disposto dal Giudice del Lavoro) che in quanto impropriamente propagandata come “riqualificazione” ha scatenato lotte intestine, di varia matrice, che certamente non giovano al buon andamento della Giustizia.

Nonostante le nostre reiterate proteste, e l’accorata richiesta ai vertici ministeriali e alla magistratura affinché venisse posto rimedio allo scempio della mobilità come allo spreco dei tirocini, ristabilendo ordine, ruoli e priorità negli Uffici, e, nel contempo, venissero considerate come prioritarie per il buon andamento dell’Amministrazione giudiziaria la formazione permanente e la valorizzazione di tutti i dipendenti giudiziari di ruolo (ausiliari, operatori, assistenti, cancellieri, profili tecnici, funzionari, direttori)ci troviamo, oggi, senza alcuna risposta adeguata ma anzi con la concreta prospettiva, per molti, di raggiungere i 40 anni di lodevole servizio prestato SENZA ALCUN RICONOSCIMENTO DI CARRIERA.

Delusi e sfiancati, rinunciamo senza alcuno sforzo a generiche manifestazioni di solidarietà e scegliamo il silenzio come ultimo baluardo della nostra dignità.

 

Comitato Lavoratori Giustizia

 

 

 

Commenti (1)

  • Letizia Belfiore

    Letizia Belfiore

    30 Gennaio 2017 at 16:25 |
    Quindi il ministro intende immettere attraverso la mobilità 10000 unità? Visto che TUTTI i cancellieri sono più di 5000? Direi anche che con questi numeri c'è speranza anche per noi assistenti ... peccato che tutte le proposte di revisione dei profili dei cari sindacati appiattiti sui diktat ministeriali, dicano cose molto, ma molto diverse ...

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